Papanice, clan armati fino ai denti

 

Inserita il 16/05/2008

News

Un altro impressionante quantitativo di armi è stato scovato dagli uomini della Polizia di Stato a Papanice, la frazione di Crotone dove nelle scorse settimane sono avvenuti due sanguinosi agguati di mafia nell’ambito della faida tra i clan Megna e Russelli. Dopo il rinvenimento, soltanto pochi giorni addietro, di un arsenale in un bosco di Papanice, che ha portato all’arresto di un 24enne incensurato del luogo, nella serata di venerdì scorso la Polizia ha scoperto un’altra santabarbara.

L’operazione che ha portato al rinvenimento delle armi è stata eseguita dagli agenti della squadra Mobile di Crotone diretta dal vice questore Angelo Morabito, da unità del Reparto prevenzione crimine Calabria e dagli uomini del reparto di polizia scientifica che si sono avvalsi di sofisticati strumenti di ricerca, come metaldetector e georadar.

Anche in questo caso le armi erano state nascoste sotto terra, in località Bellavista, non lontano dal luogo in cui è stato ritrovato l’altro arsenale il 5 maggio scorso. Da un bidone di plastica i poliziotti hanno tirato fuori un fucile mitragliatore con 2 caricatori, un revolver con 40 cartucce calibro 12 e una cartuccia calibro 9 Luger.

Nelle vicinanze, inoltre, nascosta sotto il fogliame, è stata rinvenuta una busta di plastica nella quale c’era un fucile mitragliatore da guerra calibro 12 Daewoo Precision con caricatore a raggiera, un fucile e una carabina Winchester calibro 22, un fucile a moschetto e una pistola calibro 38. Le sorprese, tuttavia, non erano ancora finite. In una strada della frazione, tra un cumulo di rottami, i poliziotti hanno recuperato un tubo d’acciaio dentro al quale era nascosta una pistola Beretta calibro 7,65 con 4 cartucce nel caricatore e una confezione di cartucce calibro 7,65, due caricatori per la stessa pistola e altre 6 cartucce calibro 7,65. In un contenitore di plastica, infine, sono stati ritrovati 55 grammi di marijuana.


Quella rinvenuta nell’incavo del tubo d’acciaio, proprio nel centro abitato di Papanice, era un’arma pronta all’uso. La pistola Beretta calibro 7,65, con annessi due caricatori e un’intera confezione di cartucce, secondo gli investigatori dello Sco (il Servizio centrale operativo della Polizia che sta lavorando da mesi a stretto gomito con gli uomini della squadra Mobile crotonese) probabilmente doveva essere utilizzata per un agguato. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che nei pressi sono stati rinvenuti anche due scooter di provenienza furtiva sui quali i poliziotti stanno ora facendo accertamenti.

La conferma che nella frazione di Crotone la tensione resta altissima. Non meno allarmante il ritrovamento del fucile mitragliatore calibro 12 di fabbricazione coreana, una micidiale arma da guerra in dotazione all’esercito statunitense. Il ritrovamento del mitragliatore, insieme ad altre armi e munizioni, è avvenuto grazie all’intuito degli uomini dello Sco e della Mobile, diretti dal commissario Cataldo Pignataro, che sono riusciti a individuare sotto terra il bidone, che essendo di plastica, era sfuggito al metaldetector.


Nella settimana appena trascorsa sono state 50 le perquisizioni domiciliari effettuate dalla Polizia di Stato presso abitazioni, magazzini ed esercizi pubblici della frazione Papanice. Una pressione costante che ha l’evidente obbiettivo di disarmare i clan della zona tra i quali, dalla vigilia di Pasqua, è esplosa una sanguinosa faida che ha fatto registrare prima l’agguato nel quale ha perso la vita Luca Megna, capo dell’omonima cosca, e sono rimaste ferite la moglie e la figlioletta di 5 anni, attualmente ricoverata a Parma in gravissime condizioni; poi, a distanza di soli tre giorni è arrivata la risposta con l’agguato nel quale è stato ucciso Giuseppe Cavallo, ritenuto un affiliato al clan Russelli, ed è stata ferita la moglie, mentre è rimasto miracolosamente illeso il loro bambino di tre anni.

L’8 aprile scorso la squadra Mobile crotonese ha arrestato un ventenne di Papanice, Andrea Corrado, sospettato di aver ucciso Cavallo. Da quel momento le indagini non si sono mai fermate.

(d.p.)
martedì 13 maggio 2008
Tratto da: ilcrotonese.it


Autore: .

Chiudi questa finestra