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Giureremmo che a un certo punto, l´elettorato americano abbia commentato la decisione di Hillary Clinton con le parole "un grande politico non teme ma anticipa". Hillary, prima donna candidata alle presidenziali del 2008, ha annunciato che concorrerà solo per la vittoria.

Aldilà degli slogan, da abile avvocato a potente senatore di New York, la scalata è stata lunga e gli Americani dichiarano alla stampa di avere bisogno di una donna Presidente. Giureremmo anche che, a un certo punto, l´elettorato francese abbia commentato la designazione di Segolene Royal a candidato per le Presidenziali del 2007 con le parole "et Dieu crea une femme pour l´Elysée".

Segolene era l´immagine della moglie e della mamma moderna, è progressista ma anche vicina all´anima conservatrice della sensibilità popolare. Deve essere stata la nostra disposizione alle allucinazioni a farci percepire i commenti degli elettorati modello, la stessa sindrome che ci ha fatto rantolare  sulla condizione femminile nel nostro paese. Si sa, le donne delle istituzioni non sanno far branco. Difficilmente riescono a coalizzarsi. Sono spesso permalose, gelose, invidiose, poiché la fetta di torta è esigua. In Italia una donna che alza la testa sulle altre è oggetto di critiche spietate e commenti al vetriolo. E´ bastata la cartesiana storia di vallettopoli a rinfuocare  la milonga che l´affermazione professionale femminile passi solo ed esclusivamente da giacigli ministeriali. La politica italiana al femminile, più che ricorrere agli urli e alle caracollate sui tacchi a spillo, dovrebbe dotarsi di una buona dose di determinazione e capacità di costruire rapporti collaborativi e autonomi su ciò che riguarda la salute, il rispetto e i diritti  delle altre donne.

Troppo spesso non arrivano neppure a sfiorare l´idea dello "strategicamente unite sui grandi obiettivi" perchè sono mentalmente offuscate da troppa gladiatoria. Il femminismo è morto dopo aver dato luogo a delle conquiste e ad un bellissimo incontro politico-intellettuale tra donne. Le post-femministe di oggi disprezzano tutte quelle donne che non la pensavano come loro. Le chiamano "api regine", "testosteronedipendenti", "zieTom" dal celebre romanzo dello schiavo che non si ribellava al padrone ma lo ammirava, e collaboratrici della cultura "fallocentrica".

Le facinorose hanno recentemente organizzato una manifestazione e, dopo aver chiesto aver chiesto l´assenza di uomini dal corteo, sono riuscite a trasformare una giornata "pro-donna" contro la violenza sulle donne,  in un momento di virulento fascismo rosso per stroncare le donne colpevoli solo di appartenere ad un altro schieramento politico.

Autore : Domenico Marcella



Ultimo aggiornamento di questa pagina : 26/12/2007



 

 

 

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