Il Porto di Badolato, i motivi del no agli arresti

 

Inserita il 08/03/2006

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Il Tdl spiega perché non ha accolto il ricorso del pm relativo a 5 indagati nella vicenda porto



BADOLATO ¬ Ruota tutto intorno alle dichiarazioni di Giampiero Menniti, il no opposto dai giudici del Tribunale del Riesame al ricorso presentato dal pm Luigi de Magistris contro il mancato arresto di cinque uomini, coinvolti nell'inchiesta sul porto di Badolato.

Una conferma piena della decisione assunta dal gip il 3 novembre scorso, motivata nelle nove pagine depositate ieri dal giudice Adalgisa Rinardo. Proprio lei aveva presieduto il collegio del Tdl al cospetto del quale, qualche settimana fa, era stato discusso il ricorso del magistrato titolare dell'inchiesta. Lui che, forte delle sue convinzioni, aveva puntato il dito contro l'ordinanza con cui il gip, nello scorso autunno, aveva rigettato le sue richieste di arresto.

Una decisione che è stata confermata in pieno dal Riesame, il quale ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Andrea Menniti, attuale sindaco di Badolato; Gerardo Mannello, suo predecessore; Gianfranco Pietro Gregorace; Vincenzo Gallelli; Angelo Domenico Paparo e Andrea Santillo. In particolare, il collegio ha sottolineato come "le dichiarazioni rese dal coindagato Giampiero Menniti, così come tutte le altre da lui rese, non sono comunque confortate da alcun riscontro esterno rilevabile dagli atti di indagine, come correttamente ritenuto dal gip, che ha emesso il provvedimento impugnato".

In parole povere, secondo i giudici del Tdl, il quadro indiziario prospettato dal pm non sarebbe suffragato da elementi talmente forti da poter essere utilizzati come base per la richiesta di arresto dei cinque uomini, che lo stesso magistrato ha ritenuto coinvolto in una serie di illeciti relativi alla costruzione e alla gestione della struttura "Le bocche di Gallipari", nonché alla vendita dell'omonimo campeggio.

A fare venire meno una parte della solidità dell'impianto accusatorio, sempre stando all'ordinanza firmata dal giudice Rinardo, in particolare, sarebbero state quelle dichiarazioni rese da Giampiero Menniti, che avrebbe ventilato l'esistenza di reati commessi all'ombra del progetto per la realizzazione del porto e che, invece, a detta del Tdl, non dimostrerebbero l'esistenza di condotte penalmente rilevanti.

c.s.

Tratto da: www.ilquotidianodellacalabria.it


Autore: Fausto

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